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L'immigrazione in Argentina - 1857(di Luciana Bellina) |
La prima immigrazione in Argentina iniziò nell’anno l857, e si fece più consistente con la promulgazione della legge numero 817 dell'ottobre l876 chiamata "Dell'Immigrazione e Colonizzazione" fino l920. L' Argentina è stato il secondo paese d'America che ha ricevuto il più alto numero di immigranti, superato soltanto dagli Stati Uniti d'America.
E' stato tanto forte e diverso il volume immigratorio ricevuto, che ha lasciato la sua impronta indelebile nella realtà attuale del paese, influendo nelle particolari caratteristiche della sua popolazione. Due nazionalità risaltarono in questo vortice migratorio: la spagnola e l’italiana. Dei 5.48l.276 immigranti arrivati in quel periodo, 2.34l.l16 erano italiani e l.602.752 spagnoli. |
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Il fenomeno migratorio del Friuli è documentato fin dal secolo XVI, ma unicamente nella seconda metà del secolo passato assume le caratteristiche di un fenomeno di massa. Frenato negli anni l9l4, l930 e l940, l' impulso emigratorio prese più forza immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale e con un ritmo così rapido che le popolazioni rimasero con meno abitanti di un secolo prima.
L'immigrazione in Argentina rappresenta l'incontro di due diverse necessità che hanno segnato la storia dei rispettivi Paesi. Il Friuli e l' Argentina si sono incontrate nella storia perchè hanno seguito un ciclo complementare, uno all'altro, nella componente più importante, l' umana. Così il Friuli che ha lasciato partire i suoi abitanti e l' Argentina che li ha accolti, hanno allacciato in forma indelebile i loro destini nella realtà umana e quindi anche nella loro storia.
La prima nave con friulani destinati alle colonie nazionali è arrivata a Buenos Aires il 26/l2/l877. Questi vennero alloggiati all' “Hotel de los Inmigrantes”, un enorme edificio dove per alcuni giorni si affollavano con l'arrivo delle navi, centinaia di persone di ogni origine.
Era intenzione delle autorità, lasciare che gli immigrati si stabilissero nei punti del paese che sceglievano e proporzionarle con un comodo alloggio provvisorio in quei luoghi. Però, non avendo organizzato ancora convenientemente le colonie, in attesa di altre navi di immigrati, decisero di destinarli a una colonia vicino a Paraná (Provincia di Entre Rios) come appaltatori.
I coloni non accettarono perché avevano venduto i propri beni ed erano emigrati attratti dalla Legge 8l7 che prometteva la proprietà della terra che avrebbero lavorato
Allora, divisi in due gruppi furono destinati al Chaco. Il gruppo più numeroso alla Colonia Presidente Avellaneda (Provincia di Santa Fè), l’altro alla Colonia Resistencia (Provincia del Chaco).
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Friulani
Era una moltitudine di persone venuta in nutriti gruppi e questi gruppi hanno compiuto la grande impresa della colonizzazione, sottoponendo il corpo e lo spirito a tremendi sforzi.
La terra da colonizzare era molto fertile ma ricoperta da fitti alberi che bisognava abbattere contando unicamente sulla forza delle braccia vigorose e l'aiuto di una pila. Le prime case fatte di paglia e fango offrivano un habitat propizio per “vinchucas” ed altre bestie. Il raccolto a causa delle scarse e cattive semenze era frequentemente distrutto da grandine o da "aragosta". Ma i nemici maggiori delle avversità naturali, per molti anni furono proprio gli uomini. Decimarono gli "indios” portando distruzione e morte ovunque. I peggiori, che a lungo hanno imperversato, i malvagi giudici e commissari di campagna, il cui potere era pressochè incontrastato a causa della distanza dai centri civilizzati. Nonostante ciò, gli 8.000 friulani che arrivarono in questo Paese negli anni l876-l880 seppero resistere ad ogni avversità ed alla fine trionfarono, per il loro bene, per quello dell'Argentina e della patria originaria. In poco tempo i loro sforzi vennero premiati. Le montagne agresti e la terra incolta, si trasformarono in prato, le piante grigie e tristi, i pascoli duri, furono sostituiti dalle viti, dai frutteti e dagli ortaggi e il colore marcato dei fiori ornò le case costruite ai lati delle stradine del paese.
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